CARE E CARI DELLA COMUNITÀ BMC-LEBEN, CARI VISITATORI DI QUESTO SITO, ALLIEVI, PERSONE INTERESSATE AL BMC®

 

in risposta alla pandemia di coronavirus le Organizzazioni Autorizzate per la Formazione in Body-Mind Centering®, presenti in tutto il mondo, hanno cancellato nell’immediato i corsi di formazione dei vari programmi, SME, Practitioner e IDME.

Al momento sembra essere l’unica risposta possibile alla sfida di questa crisi globale, dove gli spostamenti sono in gran parte limitati, gli assembramenti vietati, e considerato che invece il nostro lavoro comporta proprio la vicinanza fisica e il contatto.

Ai partecipanti dei corsi che sono stati cancellati chiediamo per favore di contattarci per aggiornarsi sulle previsioni dell’immediato futuro. Tutti i centri BMC® stanno infatti riorganizzando la programmazione dei corsi nel miglior modo possibile. Vi invitiamo inoltre a visitare il sito web bodymindcentering.com per una visione d’insieme del calendario di tutti i corsi riprogrammati.

Le organizzazioni BMC® autorizzate sono in comunicazione tra loro e i Direttori seguono ogni giorno gli andamenti della situazione. Vi terremo aggiornati sui programmi per l’anno in corso e per il prossimo, avvisandovi puntualmente di eventuali cancellazioni e/o riprogrammazioni.

Siamo molto dispiaciuti per gli improvvisi cambiamenti che stanno interessando tutti noi. Sappiate che faremo del nostro meglio per garantire la vostra formazione BMC®.

Ci auguriamo che stiate in buona salute e che potremo andare avanti insieme con mente lucida e cuore aperto.

Le Organizzazioni Autorizzate per la Formazione in Body-Mind Centering® nel mondo.

 

Le nuove date che Leben ha programmato per il 2020 sono le seguenti:

Sensi e Percezione-2, 15-21 agosto

Sistema Endocrino, 2-6 settembre

IDME 2A, 22-27 settembre

Per informazioni, contattare Marcella a info@lebensnetz.it

Sparks a Bratislava – L’approccio BMC® per la cura dei bisogni speciali

Si è conclusa recentemente a Bratislava la quinta mobilità transnazionale del progetto “Sparks per bisogni speciali”, il programma europeo di ricerca e confronto interculturale nell’ambito di nuove metodologie di cura e integrazione delle persone con diverse abilità. Al centro dei lavori, il workshop di Bonnie Bainbridge Cohen sugli ultimi sviluppi del BMC® nell’interazione con i bambini con bisogni speciali e le loro famiglie.

Il meeting, dal 17 al 22 settembre 2014, è stato organizzato da Babyfit, partner del progetto Sparks in rappresentanza della Slovacchia. Gli altri membri sono Soma per la Francia, Artman per l’Ungheria, Embodymove per il Regno Unito e Leben nuova per l’Italia.

Evento centrale di questo appuntamento è stato il workshop “Engaging the Whole Child”, condotto dalla fondatrice del Body-Mind Centering© Bonnie Bainbrige Cohen. Cinque giornate di studio esperienziale, intense e coinvolgenti, cui hanno partecipato circa quaranta professionisti BMC®, tra Practitioner ed educatori IDME e SME; molti di loro anche membri del progetto Sparks.

Per i non addetti ai lavori, ricordiamo che Bonnie Bainbridge Cohen è maestra e ispiratrice di un approccio all’educazione del movimento somatico che studia le relazioni tra mente ed espressioni corporee, osservando in modo particolare l’evoluzione delle dinamiche percettive e dei processi psicofisici nei primi mesi di vita. L’insieme del suo lavoro ha quindi una influenza molto rilevante sul progetto Sparks, il cui obiettivo principale è proprio la definizione e la diffusione di nuove metodologie di cura per la disabilità fondate sulla consapevolezza e l’autoregolazione del sistema corpo-mente.

Bonnie Bainbridge CohenIl workshop di Bratislava, come spiega il titolo “Engaging the Whole Child”, era basato sull’importanza terapeutica di coinvolgere il bambino nella sua totalità, rendere lui e la sua famiglia parte integrante e attiva del processo di crescita/cura.
Con inesauribile energia e con il suo personalissimo metodo, empatico e illuminante, Bonnie Bainbridge Cohen ha tenuto ogni giorno due lezioni, una la mattina e una il pomeriggio. Entrambe iniziavano con sessioni di lavoro con bambini con bisogni speciali (invitati dall’associazione ospite Babyfit), e sull’esperienza di quelle interazioni Bonnie costruiva poi la lezione, proponendo temi specifici che venivano approfonditi sia attraverso il confronto verbale sia attraverso l’esplorazione esperienziale.
I bambini invitati sono affetti da condizioni di vario tipo (anomalie genetiche, paralisi cerebrale infantile, atrofia cerebrale e altre disfunzioni neurologiche, ritardo mentale grave).

Alla sessione hanno partecipato attivamente le mamme dei bambini e alcuni colleghi BMC, che in qualche caso erano gli operatori di riferimento per i bambini in questione. Per le educatrici di Babyfit, alcune delle quali conoscevano e seguivano già i bimbi, è stata quindi un’occasione di forte crescita e approfondimento del rapporto con i genitori e i piccoli stessi.

In generale, si è trattato di un lavoro in profondità, originale e di straordinaria potenza per i partecipanti. Soprattutto per l’opportunità di poter vedere i bambini cambiare nel corso della sessione (trovando, per esempio, più sostegno e allineamento rispetto nella linea mediana, o riuscendo a fare dei movimenti a cui prima non avevano accesso).
Dal molto materiale girato in video durante il workshop saranno realizzati dei dvd, a scopo educativo e di documentazione.

Dopo questo evento importantissimo per il mondo BMC in generale, il gruppo Sparks si è riunito per elaborare insieme le esperienze dei cinque giorni condivisi con Bonnie e per fare il punto sui lavori del progetto.
Del gruppo Sparks Italia hanno partecipato 4 persone, tutte tornate entusiaste e già pronte per il prossimo appuntamento Sparks, in programma a Budapest a gennaio 2015.

IDME – Imparando da e con i bambini

In occasione del corso “Sviluppo ontogenetico” (7-11 ottobre 2014) con Bonnie Bainbridge Cohen, abbiamo fatto qualche domanda ad alcune educatrici del movimento in età evolutiva diplomate con Leben nuova nel corso degli anni per sapere come questo percorso formativo le abbia aiutate sul piano personale e professionale.

Il corso “Sviluppo ontogenetico” , parte del programma di formazione IDME proposto da Leben nuova a ottobre 2014, a Tuscania, ha registrato un vero e proprio record di adesioni, accogliendo studenti provenienti da ogni parte d‘Italia e del mondo. Al di là dell’opportunità straordinaria di incontrare una figura carismatica come Bonnie Bainbridge Cohen (nel corpo docente insieme a Thomas Greil e Gloria Desideri) e condividere con lei un piccolo pezzo di strada, l’innovativo percorso di studio sullo sviluppo del movimento in età evolutiva rappresenta un grande arricchimento, anche personale, per chiunque lavori coi bambini e sull’espressione corporea in generale. Obiettivo del corso  “Sviluppo ontogenetico” è, nello specifico, imparare a osservare i bambini comprendendo l’importanza di “pietre miliari” che segnano la progressione evolutiva dei tempi di transizione e dell’instaurarsi di pattern sempre più complessi.  Il corso, della durata di 5 giorni,  comprendeva un articolato programma di lezioni, alcune delle quali completate da sessioni dimostrative in cui si è lavorato con bimbi da 0 a 12 mesi, ognuno compreso in una diversa fascia di età e di sviluppo. In questi momenti, gli insegnanti Bonnie, Gloria e Thomas interagivano con i piccoli ospiti e i loro genitori, mentre gli allievi assistevano a una leggera distanza avendo la possibilità di sperimentare dal vivo le linee guida date nelle lezioni.
Vista la dimensione internazionale dell’evento, il 9 ottobre alle 19, dopo le lezioni, al Supercinema di Tuscania, Supercinema di Idme - educazione del movimento in età evolutivaTuscania, Leben nuova ha organizzato per i partecipanti una presentazione del progetto “Sparks per bisogni speciali”. In questa occasione è stato proiettato in anteprima il video realizzato nel corso del quarto meeting transnazionale che si è svolto proprio a Tuscania ad aprile 2014.
L’intero programma di formazione IDME è incentrato sull’osservazione e sulla facilitazione dei processi di sviluppo psicomotorio nei bambini durante il primo anno di vita. Studiando in chiave evolutiva i pattern di movimento, le dinamiche percettive e i processi psicofisici, l’adulto impara a osservare neonati e bambini con normale sviluppo per comprendere come interagire con loro e coinvolgerli attraverso il gioco, la cura, il contatto corporeo.

Che cosa significa questo tipo di approccio nell’esperienza professionale e umana di un pratictioner, un terapeuta o un educatore? Come può essere utilizzato questo bagaglio personale nell’ambito delle diverse attività e situazioni? Lo abbiamo chiesto ad alcune educatrici IDME, provenienti da background culturali e lavorativi diversi, che si sono diplomate con Leben nuova. Quello che è emerso, al di là dell’acquisizione di nuovi strumenti di esplorazione di se stessi e degli altri, è la chiara percezione di un’accresciuta consapevolezza, un affinamento della sensibilità e della capacità di osservazione, in generale un’apertura verso l’altro e verso nuovi percorsi. Ecco alcune delle loro risposte su come il percorso di formazione come educatrici del movimento in età evolutiva abbia influito sul loro lavoro.

“Mi ha dato l’emozione di scoprire il mondo meraviglioso dello sviluppo dell’essere umano. Il desiderio di contribuire, assieme ai bimbi e alle loro famiglie, alla crescita più armoniosa e consapevole delle persone”.
Marcella Fanzaga, insegnante, danzautrice, coreografa e performer che a Milano lavora nell’ambito dell’improvvisazione e composizione istantanea. Diplomata IDME nel 2010.

“Mi ha portato consapevolezza e maggiore libertà nell’esplorare creativamente nuovi modi di educare i bambini attraverso il gioco e l’accudimento”.
Anna Raimondi, educatrice d’infanzia a Viterbo. Diplomata IDME nel 2007.

“Ho acquisito strumenti per ri-conoscere ciò che è essenziale, in me e negli altri, per accedere alle risorse personali di genitori e bambini, accogliendoli e offrendo ascolto e spazio ai loro bisogni primari”.
Angelica Costa, diplomata in Brasile in psicologia e psicomotricità. Ora lavora a Milano. Diplomata IDME nel 2007.

“Ha cambiato il rapporto con me stessa e con il mondo, lo spazio e le persone”.
Danila Anzelini, fisioterapista e operatrice cranio-sacrale, a Trento. Diplomata IDME nel 2007.

“Ho trovato un nuovo modo di ascoltare e andare incontro ai bambini entrando in risonanza con loro grazie all’aver rivissuto consapevolmente e in prima persona le stesse esperienze cui i piccoli vanno incontro nel loro sviluppo”.
Milena Garofalo, educatrice d’infanzia a Milano. Diplomata IDME nel 2007.

“Ha approfondito la mia conoscenza esperienziale dello sviluppo e mi ha dato molte competenze in più anche per il lavoro con gli adulti. La sensibilità con cui osservo il movimento si è arricchita di struttura e consapevolezza” .
Roberta Bassani, danza-movimento terapeuta a Roma. Diplomata IDME nel 2011.

“Mi ha donato gli strumenti per osservare in modo accurato l’organizzazione motoria del bambino e per poter intervenire facilitando i processi di sviluppo del movimento attraverso un’ interazione giocosa che privilegia il movimento e il contatto. […] è cruciale che il nucleo familiare si “attrezzi al meglio”, riesca ad attingere alle proprie risorse interne e interiori e a informazioni specifiche per cogliere nella trasformazione una possibilità di maturazione e crescita”.
Alessandra Tinè, insegnante Isef e danza-movimento terapeuta a Genova. Diplomata IDME nel 2011.

Per avere un’idea ancora più completa del metodo di lavoro, dei benefici e delle sue possibili applicazioni vi invitiamo a vedere questo video realizzato da Soma Francia nel 2012 in occasione di un corso sui riflessi, parte della formazione IDME, con Thomas Greil, Janet Amato, Gloria Desideri