Movimento somatico

Rientrano nel campo della somatica quelle discipline che si basano sulla capacità di ciascun essere umano di percepire le proprie sensazioni corporee ed esperire il corpo dal suo interno, diventandone consapevole. Il filosofo, successivamente operatore somatico, Thomas Hanna, negli anni ‘70, nel suo libro Bodies in Revolt: A Primer in Somatic Thinking (1970) definisce il soma come corpo osservato in prima persona: corpo come soggetto, dunque, in grado di percepire e conoscere se stesso “dal di dentro”. Nel ’76, negli Stati Uniti, Thomas Hanna fonda la rivista “The Somatics Magazine Journal of Bodily Arts and Sciences”, punto di riferimento per tanti operatori, educatori e studenti di metodi somatici le cui radici affondano negli studi di innovatori che già dagli inizi del XX secolo avevano aperto la strada a una nuova concezione del corpo e della sua relazione con la mente.

Collocandosi nel campo della somatica, il Body-Mind Centering esplora aspetti qualitativi e relazionali del movimento e della sua espressione, portando alla luce l’unicità dell’esperienza senso-motoria, percettiva e cognitiva di ciascun individuo.

Una delle caratteristiche più originali del Body-Mind Centering è che ricerca ed “elabora” le relazioni che intercorrono tra livelli diversi di attività, anche minimi, all’interno del corpo (attività cellulare, movimento di tessuti, fluidi, organi, sistemi), e i movimenti più ampi eseguiti nello spazio. Quando parliamo di movimento somatico intendiamo la pratica di

“identificare, distinguere, mettere in relazione e integrare i vari tessuti all’interno del corpo […] scoprire in che modo ciascuno di essi contribuisce a dare al movimento una specifica qualità, comprendere l’evoluzione che ha avuto nel processo di sviluppo della persona e il ruolo che gioca nell’espressione della mente”

(Bonnie Bainbridge Cohen, Sensazione, Emozione, Azione)

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