Approccio pedagogico

Nell’educazione del movimento somatico si predilige lo studio esperienziale del corpo-mente e del movimento dal punto di vista evolutivo. Gli allievi sono guidati a sperimentare su se stessi la materia di studio, affinché ciascuno impari ad attivare dentro di sé lo stesso processo di consapevolezza e d’integrazione psicofisica che andrà in seguito a facilitare nell’altro.

Nel BMC siamo noi stessi la materia di studio, e corpo e mente sono strumenti di esplorazione. La ricerca è esperienziale tanto quanto la materia. Ognuno di noi è al tempo stesso materia di studio, allievo e insegnante.”
(Bonnie Bainbridge Cohen, Sensazione, Emozione, Azione)

Che si tratti di un corso di formazione BMC® o di un workshop di due giorni, basato su principi di educazione del movimento somatico, una lezione può includere varie modalità di apprendimento, tra cui: l’anatomia esperienziale; l’osservazione di modelli anatomici e la comprensione di principi fisiologici di base; la somatizzazione, in cui l’attenzione dell’allievo è guidata a osservare le sensazioni provenienti dai sistemi sensoriali cinestesici e propriocettivi; esperienze di movimento, guidato e/o improvvisato; pratica del tocco delle mani, come strumento di ascolto e nel lavoro di riorganizzazione dei pattern; condivisione verbale e/o creativa delle esperienze vissute individualmente, in partner e in gruppo; momenti di integrazione dei vari livelli, fisico, emozionale, mentale e spirituale della persona.

L’insegnamento mira a offrire strumenti per sviluppare l’embodiment, cioè quel processo per cui si diventa coscienti di sé nel corpo, fino al livello cellulare.

È dunque importante guidare l’allievo a sviluppare capacità di auto­apprendimento, affinché si faccia carico della propria ricerca tanto nel contesto di un gruppo durante la formazione BMC quanto individualmente e in rapporto alla società, abbracciando il senso del divenire e il valore della condivisione nel proprio percorso.

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